Barbera d’Asti DOCG “Momparone” 2019 – Beppe Marino

20,00 

Annata:

Denominazione:

Vitigni: 100% Barbera

Paese:

Regione:

Tipologia:

Allergeni: Solfiti

Temperatura di servizio: 18-20 °C

Momento per degustarlo: Tutto pasto

Incapsulamento: Sughero monopezzo

Affinamento

Classica vinificazione in rosso, con pigiatura delle uve, fermentazione in vinificatori a temperatura controllata (28-30 C°) per circa 10-15 gg. con macroossigenazione. A fine fermentazione si travasa e si mette in affinamento in barriques. Successivamente, ancora 6 mesi di affinamento in vasca di acciaio e imbottigliamento.

Note di degustazione

Le uve di Barbera che creano questo Barbera d’Asti DOCG – Momparone nascono nel cuore pulsante delle Langhe, colline Patrimonio dell’Umanità, nei comuni di Vinchio e di Vaglio. Di colore rosso rubino con riflessi violacei, presenta subito odore di vaniglia, cedro, frutta rossa e fiori appassiti, con un leggero accenno balsamico. Al palato offre un gusto pieno e intenso, con tannini nobili che non minano la piacevolezza della bevanda.

Abbinamenti

Vino da occasioni importanti. Predilige abbinamenti con carni forti, soprattutto di selvaggina o primi piatti molto curati.

Storia della cantina

Il monastero di Santo Stefano Belbo, dove le suore della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe producevano il Moscato per la celebrazione eucaristica durante le Messe di tutt’Italia, ha terminato le proprie attività nel 2014 fa a causa della mancanza di personale dovuta alla flessione delle vocazioni. Tuttavia, la famiglia Marino, proprietaria dell’azienda vinicola Beppe Marino, ha preso in mano il destino del monastero trasferendo la propria produzione nel suo recinto. L’azienda vinicola, operante dal 1972 e specializzata in vini tipici di Monferrato e Langhe, come il Moscato d’Asti e il Barbera d’Asti, ha raccolto questa sfida con l’obiettivo di rinnovare quell’eredità di dedizione, amore per il territorio e attenzione alla tradizione avviata dalle suore. Queste “suore del vino bianco,” come erano conosciute, erano custodi della produzione vinicola e hanno continuato la loro opera con fede e professionalità. Con il trasferimento dell’azienda, il monastero cerca di rinascere idealmente come un centro di passione enologica, mantenendo viva la sua importanza sociale e culturale per la comunità. La famiglia Marino è orgogliosa di poter contribuire a questo legame tra tradizione e futuro per Santo Stefano Belbo, paese natale di Cesare Pavese.

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